Dott.ssa Giorgia Pastore
Naturopata e Psicologa
(Iscr. n° 3562 Albo A Regione Marche)

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Mail: info@psychora.it
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Il metodo Psychōra
Il tempo e il luogo per imparare a guardarsi dentro attraverso la Floriterapia di Bach
Psychōra è un metodo di ascolto profondo e consapevolezza emotiva che unisce Floriterapia di Bach, kinesiologia applicata e strumenti simbolici.
Il suo nome nasce dall’incontro di tre parole greche: psychē (anima, soffio, mente), hōra (tempo vissuto, istante autentico) e chōra, il luogo simbolico in cui tutto accade.
Psychōra è quindi tempo e spazio interiori, il giardino in cui prende forma il processo di trasformazione.
Quando il test kinesiologico non è possibile
Un approccio rispettoso e non interpretativo
Se il paziente è testabile, il lavoro avviene esclusivamente tramite kinesiologia. Quando invece la testabilità è parziale o assente — spesso a causa di meccanismi di difesa o di un forte controllo interiore — il metodo si integra con le Carte Psychōra, uno strumento simbolico e intuitivo che permette di accedere ai vissuti emotivi in modo delicato e rispettoso.
Se emergono solo i gruppi emozionali, il paziente sceglie le carte corrispondenti ai gruppi testati, seguendo ciò che lo colpisce o risuona maggiormente. Se il paziente non è affatto testabile, le carte vengono scelte in modo istintivo, una alla volta, e disposte secondo lo schema della croce semplice.
Le immagini e i simboli diventano così un ponte per esplorare temi interiori che vengono poi approfonditi nel colloquio. In entrambi i casi, il paziente resta protagonista del processo: ciò che conta non è l’interpretazione “giusta”, ma la risonanza personale.
Come metodo elettivo utilizzo la kinesiologia applicata per testare i fiori di Bach. Questo strumento consente di ridurre al minimo l’interpretazione personale, evitando che il vissuto del terapeuta si sovrapponga a quello del paziente. Il test non segue mai un ordine prestabilito: emergono prima uno o più gruppi emozionali, e solo successivamente vengono individuati i singoli fiori.
Psychōra nei laboratori di gruppo
Le basi teoriche del metodo Psychōra
Le Carte Psychōra possono essere utilizzate anche in laboratori esperienziali di gruppo, creando uno spazio di condivisione, ascolto e riflessione. Ogni partecipante sceglie una carta seguendo l’intuito; il terapeuta ne illustra il significato simbolico e il fiore di Bach associato. Il lavoro di gruppo resta su un piano generale e condiviso, senza entrare in profondità nei vissuti personali, favorendo uno scambio autentico e arricchente per tutti.
Il metodo Psychōra integra diversi riferimenti teorici:
– la sincronicità di Jung, come incontro significativo tra mondo interno ed esterno;
– la neurocezione di Porges, la capacità del sistema nervoso di cogliere ciò che è rilevante prima della mente razionale;
– la risonanza di Hartmut Rosa, quel movimento interiore che nasce quando qualcosa ci tocca davvero.
Psychōra non serve a predire, ma a risuonare. Non indica una strada, ma rende visibile ciò che si muove in te, qui e ora.
I sette gruppi emozionali
Pur riconoscendo l’ordine ufficiale dei sette gruppi emozionali definito da Edward Bach nell’edizione del 1936 di “The Twelve Healers and Other Remedies”, nel mio approccio terapeutico adotto la classificazione del Dott. Roberto Smacchia, presentata in “Lo spirito del fiore”, in quanto meglio rispecchia la coerenza metodologica che applico quotidianamente nel lavoro con i pazienti.
Delusione e depressione
Distacco dalla realtà (poco interesse per il presente)
Interesse scorretto per gli altri (eccessiva cura)
* Larch
* Pine
* Elm
* Sweet Chestnut
* Star of Bethlehem
* Willow
* Oak
* Crab Apple
* Clematis
* Honeysuckle
* Wild Rose
* Olive
* White Chestnut
* Mustard
* Chestnut Bud
* Chicory
* Vervain
* Vine
* Beech
* Rock Water
Incertezza
Ipersensibilità alle influenze e alle idee
Paura
* Cerato
* Scleranthus
* Gentian
* Gorse
* Hornbeam
* Wild Oat
* Agrimony
* Centaury
* Walnut
* Holly
* Rock Rose
* Mimulus
* Cherry Plum
* Aspen
* Red Chestnut
Solitudine
* Water violet
* Impatiens
* Heather

Edward Bach
Nacque il 24 settembre 1886 a Moseley, un piccolo villaggio vicino a Birmingham, in Inghilterra. Fin da giovane mostrò una mente lucida e determinata, unita a una sensibilità profonda e a un grande amore per la natura. Di indole libera e curiosa, lasciò il lavoro nella fonderia di ottone del padre per seguire la propria vocazione: studiare Medicina.
Nel 1912 si laureò presso lo University College Hospital di Londra, distinguendosi subito per intelligenza e dedizione.
Bach divenne presto un medico e ricercatore di talento, ma la sua indole lo portò a interrogarsi sui limiti della medicina del tempo. Avvertiva che la cura del corpo non poteva essere separata dalla cura dell’anima, e che dietro ogni malattia si celava un conflitto emotivo irrisolto.
Osservò come persone con tratti caratteriali simili reagissero in modo analogo alle difficoltà e allo stress: intuì così un legame profondo tra personalità ed equilibrio fisico. Il suo lavoro come batteriologo allo University College Hospital e poi al London Homoeopathic Hospital gli permise di individuare sette gruppi di batteri intestinali, associati ad altrettanti tipi di personalità, e di sviluppare sette nosodi omeopatici.
Un’intuizione straordinariamente moderna, che anticipò le attuali ricerche sul microbiota intestinale e sulla connessione mente–intestino.
Il suo studio a Harley Street, a Londra, divenne presto affollato di pazienti e colleghi affascinati dalle sue scoperte. Ma Bach non cercava la fama: era animato dal desiderio di trovare, nella natura, principi vivi e innocui capaci di risuonare con gli stati interiori dell’uomo.
Durante le sue passeggiate nelle campagne gallesi, cominciò a percepire nelle piante e nei fiori una forma sottile di energia vitale. Nel 1930 identificò i primi tre fiori, Impatiens, Mimulus e Clematis, e, osservando le gocce di rugiada illuminate dal sole, ebbe l’intuizione che l’acqua potesse assorbire l’essenza vibrante della pianta. Da questa visione nacque il Metodo del Sole, con cui preparò le sue Essenze Madri.
Vendette i propri beni, visse con semplicità e dedicò tutto sé stesso alla ricerca e alla condivisione delle sue scoperte, convinto che ciò di cui aveva bisogno gli sarebbe sempre stato donato. Tra il 1930 e il 1936 scoprì progressivamente tutti i 38 rimedi floreali: i primi dodici, che chiamò “Guaritori”, poi i sette “Aiutanti”, e infine i diciannove “Spirituali”, completando così la sua opera.
Nel preparare l’essenza di Cherry Plum, una pianta dal legno duro e resistente, ideò anche il Metodo della Bollitura, da affiancare al Metodo del Sole per le specie meno delicate.
Edward Bach morì serenamente nel sonno il 26 novembre 1936, a soli cinquant’anni. Aveva portato a compimento il suo lavoro, lasciando al mondo un messaggio che ancora oggi risuona con forza:
“La natura parla il linguaggio delle emozioni, e la guarigione nasce dall’armonia tra corpo, mente e spirito”.